Carpfishing

Federico Pavanetto

Federico Pavanetto

Federico Pavanetto

Martedì, 09 Ottobre 2018 18:54

Postazioni Carpfishing

Le dodici postazioni "Record - Gazebo - Legnaia - Casetta - Pontile - Secca -Penisola - Platano - Gadia - Zattera - Isola - Alberi" che ospitano due pescatori ciascuna sono distribuite attorno al lago in modo da dare ampio spazio in termini di azione di pesca e una comoda sistemazione di tende e attrezzatura per campeggiare. Le sponde, sebben pulite e curate sono volutamente ricche di vegetazione, di terra e di acqua; alberi e folti canneti offrono ai pescatori zone all’ombra dal sole estivo e al pesce ripari naturali che creano zone di sicuro interesse su cui vale la pena puntare durante l’azione di pesca.

  1. RECORD:

    Postazione adiacente al bar e ai servizi igienici, gode di ampio spazio per la sistemazione di tende o gazebo di generose dimensioni e camper. Molto comoda anche per l’azione di pesca.

  2. ALBERI:

    Situata in una posizione abbastanza stretta ma in grado comunque di ospitare tende di medie dimensioni. L’azione di pesca non è delle più semplici a causa di numerosi ostacoli e delle sponde leggermente rialzate. Proprio grazie a questi ostacoli risulta molto ricca di pesce. Presente rubinetto acqua potabile.

  3. ISOLA:

    Postazione molto comoda e affascinante, vicina ai servizi igienici e molto pescabile. Accessibile e comoda per il montaggio di tende e gazebo, può ospitare anche camper.

  4. ZATTERA:

    Collocata nei pressi di un comodo accesso secondario risulta pratica e può ospitare tende e gazebo di generose dimensioni. La postazione di pesca è ben fruibile e piacevole. Presente rubinetto acqua potabile.

  5. GADIA:

    Postazione situata sulla sponda opposta al bar e servizi, risulta un po' scomoda sotto questo aspetto ma gode di molto spazio, spesso all’ombra dove poter allestire un campo con più tende e gazebo. L’azione di pesca di questa postazione risulta tra le migliori del lago. Presente rubinetto acqua potabile.

  6. PLATANO:

    Postazione con ampio spazio consente il montaggio di tende e gazebo anche di generose dimensioni, molto ombreggiata. L’azione di pesca risulta molto gradevole ed efficace. Presente rubinetto acqua potabile.

  7. PENISOLA:

    Situata nelle vicinanze di un ingresso secondario risulta comoda da raggiungere e permette la sistemazione di un comodo campo con più tende e gazebo, l’azione di pesca anche è abbastanza comoda e non presenta particolari difficoltà tecniche. Presente rubinetto acqua potabile.

  8. SECCA:

    Postazione realizzata nei pressi di un ingresso secondario, gode di moltissimo spazio per tende e gazebo anche di grandi dimensioni, nelle immediate vicinanze è presente inoltre una comoda tettoia con un tavolo in legno. L’azione di pesca non è tra le più semplici e dipende molto dalla stagione in cui si pesca. Presente rubinetto acqua potabile.

  9. PONTILE:

    Unica postazione collocata lungo il lato corto del lago gode di un ampia area di pesca e il pontile costruito sull’acqua risulta di grande aiuto durante l’azione di pesca. Non molto spaziosa e consigliata per il montaggio di tende di medie dimensioni o piccoli gazebo. Presente rubinetto acqua potabile.

  10. CASETTA:

    Comoda e ampia con una grande tettoia permette un’ ottima sistemazione di attrezzatura e campo. Azione di pesca comoda ma non semplice, in determinati periodi dell’anno sa però regalare grosse soddisfazioni. Presente rubinetto acqua potabile.

  11. LEGNAIA:

    Postazione non molto lontana dai servizi e dal bar, risulta gradevole in estate in quanto molto ombreggiata. Non permette tuttavia il montaggio di un campo di grandi dimensioni, preferibile l’utilizzo di tende di media stazza o gazebo contenuti. Buona l’azione di pesca. Presente rubinetto acqua potabile.

  12. GAZEBO:

    Collocata esattamente di fronte al bar e ai servizi risulta molto comoda anche in termini di spazio. Sono inoltre presenti due piccole tettoie con panche in legno perfette per cenare all’aperto o per organizzare la propria attrezzatura durante una sessione. L’ azione di pesca è comoda e spesso molto fruttuosa.

Consultate la mappa interattiva del lago per avere maggiori informazioni sulle varie postazioni.

Lunedì, 01 Ottobre 2018 09:57

Un pomeriggio di pesca di trote

La sessione inizia dopo un buon pranzo al ristoro del lago, nonostante siano le due di pomeriggio il freddo è pungente mentre scarico l’attrezzatura dall’auto noto che il vento che soffiava a mezzogiorno si sta affievolendo e tra le increspature dell’acqua riesco a vedere qualche bollata in lontananza.

Prima di iniziare decido di fare due passi attorno al lago e da subito noto numerosi pesci aggirarsi nell’immediato sotto riva e parecchio movimento verso il centro del lago, decisamente fuori dal raggio di azione di pesca. Dopo una breve valutazione ho quindi deciso di impostare l’azione di pesca concentrandomi sulla zona più marginale.  Preparata l’attrezzatura parto con due canne:

  • Una Rapture Invader con Mulinello Abu Garcia ORRA2 S20 caricato con Treccia Shimano Kairiki SX8 0.08 mm e Shock Leader realizzato in fluorocarbon Shimano 0.16 dedicata all’utilizzo di spoon.
  • Una Rapture Creed con Mulinello Abu Garcia REVO STX20 caricato con medesima treccia e Shock Leader dedicata alle esche siliconiche.

Deciso ad iniziare con lo spoon trovo un buono spot in cui grazie alla trasparenza dell’acqua riesco a vedere parecchie trote, faccio diversi lanci con uno spoon da 2,5 gr color fire tiger ma non’ostante alcuni inseguimenti fino al sotto riva non avverto alcuna abboccata, provo allora a cambiare colori dello spoon usando il bianco, passando per il nero e il verde ma nulla, un po' scoraggiato prima di provare con la gomma decido di fare qualche altro lancio con uno spoon viola glitterato di Pica spoon e subito una bella iridea sferra un potente attacco al mio artificiale…


Mi chiedo se finalmente ho trovato il colore giusto o se è stato solo un caso fortuito, la risposta arriva dopo non più di altri cinque o sei lanci con un altra bella cattura.

Disturbate dai combattimenti noto che le trote in zona si sono spostate più verso il centro del lago, fuori dal mio raggio d’azione e decido quindi di rimettermi in marcia e cercare un nuovo spot dove provare questa volta con la gomma.

Non è un segreto che le trote amino stazionare in zone dove l’acqua è più ossigenata, decido quindi di provare a pescare vicino la grossa pompa che immette acqua nel bacino anche se, di movimento nel sotto riva non ne vedo gran che.

Innesco su una OMTD T-Trout Swivel Jighead da 2,5 gr un Berkley Gulp Nightcrawler color chartreuse e inizio lanciando vicino alla pompa, recupero lentamente con la canna alta, facendo sobbalzare l’esca, i lanci si susseguono ma niente da fare, cambio colore del gulp e innesco un orange, continuo a lanciare sondando varie zone e profondità senza avvertire tocche… decido allora di fermarmi e cambiare canna per provare nuovamente con lo spoon ma mentre sto per appoggiare la canna vedo ad una ventina di metri di fronte a me una grossa bollata, lancio e… strike! Un grosso maschio di iridea attacca il gulp in caduta e dopo un bel combattimento entra nel mio guadino.

Ritornando verso il punto di partenza, noto parecchie bollate a più di una trentina di metri dalla sponda e decido di provare con uno spoon dalla forma affusolata da 5 gr colore nero di shimano, riesco a raggiungere la zona di interesse e anche in questo caso dopo non molto i risultati non si sono fatti attendere!

Terminato il mio giro del lago durato circa due ore ho catturato in tutto ben sette trote, due con la gomma e cinque con lo spoon, pesci di ottime dimensioni e decisamente molto combattivi.

I molti cambi di esche fino a trovare la più fruttuosa e l’alternanza tra differenti stili e modi di pescare con due esche molto diverse tra loro hanno pagato con una sessione dall’esito decisamente positivo.

Pescare la trota in un lago dall’impronta così naturale e con la consapevolezza che non si sta affrontando un laghetto trout area ma un grande invaso, che rende ancora più entusiasmante la sfida.

Alla prossima ...

 
Venerdì, 19 Ottobre 2018 13:46

Salpare e Rilasciare il pesce

Vediamo come salpare e rilasciare correttamente il pesce dopo averlo pescato.

Ecco alcune linee guida da praticare su qualsiasi pesce pescato:

  • In caso di difficoltà di rimozione dell’amo (nel caso il pesce ingoi l’esca o sia allamato in punti particolarmente critici) si consiglia di tagliare il filo onde evitare di causare sanguinamenti o danni permanenti e spesso mortali al pesce;
  • Non spiaggiare il pesce, cioè non appoggiare o trascinare la cattura su terriccio, sassi, sabbia ed erba specialmente nel caso di trote e lucci;
  • Trote: una volta guadinata se possibile procedete con la slamatura in acqua o fatevi aiutare da un compagno di pesca nel sorreggere il guadino e procedete con le operazioni di slamatura;
  • Luccio: una volta guadinato lasciate il pescato nella rete, aprite e bagnate il materassino prima di appoggiarvi sopra la cattura, procedete con la slamatura (tagliate l’ancoretta con le tronchesi e disinfettate la ferita in caso di difficoltà);
  • Bagnatevi sempre le mani prima di toccare il pesce per evitare di asportare il muco protettivo e le squame ed evitare che il pesce perda la sua naturale barriera protettiva contro parassiti e batteri;
  • Nel caso di evidenti ferite sul corpo del pesce disinfettate la ferita e lasciate agire per circa venti secondi prima di immergere in acqua e rilasciare il pescato;
  • Durante le fasi di rilascio ossigenate il pesce muovendolo avanti e indietro in modo da aiutarlo a riprendere la respirazione eliminando l’acido lattico accumulato;
  • Fotografate le catture avendo cura di evitare di farle cadere a terra o comunque di non farle battere su superfici dure. Fatelo nel minor tempo possibile e procedete con il rilascio;
  • Nel caso di cattura di un luccio il miglior modo per evitare di procurargli danni è praticare una corretta presa opercolare in modo da avere una presa sicura sia per il pesce che per voi.

In caso di dubbi o chiarimenti chiedete al personale presente.

Venerdì, 19 Ottobre 2018 11:11

Consigli per affrontare il lago

Il Lago le Giarette è un bacino caratterizzato da un’elevata profondità, mediamente dagli undici ai quindici metri e il punto più profondo misura ben ventiquattro metri.

Gli scalini più importanti sono due, e l’azione di pesca ad eccezione dei mesi invernali si concentra prevalentemente su di essi. Indicativamente la zona marginale fino a circa venticinque, trenta metri è la più fruttuosa.

Per affrontare al meglio una nuova postazione sarà sicuramente opportuno essere muniti di un marker e prima di lanciare gli inneschi sondare la zona in cui dobbiamo pescare alla ricerca degli scalini dove andremo a concentrare la nostra azione di pesca.

Le montature consigliate sono in-line con piombo a perdere e il bolt rig. Piombi dal peso compreso tra i 70 e i 110 gr sono più che sufficienti. I rig utilizzati possono essere molteplici, a seconda dell’esca che utilizzeremo e delle abitudini che abbiamo, blowout, blowback, d-rig, ecc…

La misura dell’amo ovviamente sarà rapportata all’esca che utilizzeremo ma si consiglia comunque di utilizzare una misura dal 6 in su, sopratutto per evitare di tagliare la bocca al pesce durante il combattimento e anche di conseguenza di andare in contro al rischio di slamare e perdere la cattura.

Per quanto riguarda gli inneschi risultano tra i più redditizi quelli bilanciati o pop-up con colori accesi, il fruttato rende molto bene e genericamente ha una marcia in più ma anche pesce e spezie, sopratutto in determinati periodi dell’anno rendono molto bene. Inneschi dalle dimensioni contenute come dumbell, pop-up o bilanciate tra i 16 mm e i 12 mm sono sicuramente da preferire rispetto a presentazioni più voluminose. Singole bilanciate, snowman o pop up leggermente rialzate dal fondo danno in genere migliori risultati rispetto una presentazione affondante.

La “bombetta” è un ottimo modo di presentare il nostro rig, a causa dell’elevata profondità di molti spot l’utilizzo del doppio sacchettino garantirà che l’innesco raggiunga il fondale prima che il pva si sciolga. In determinati periodi dell’anno anche la pesca con il metodo, meglio se fruttato, può regalare ottimi risultati.

La pasturazione (limitata dal regolamento ad un massimo di 5 kg al giorno per persona) in genere dà i suoi frutti se fatta con precisione e moderazione. Pasturare troppo in molti casi risulta essere in realtà controproducente ottenendo il risultato di allontanare dalla zona le carpe.

Pellet e metodo sono i prodotti più adatti ed utilizzati.

Il mais è rigorosamente vietato dal regolamento ad eccezione di quello in vasetto ad uso alimentare che risulta essere perfetto se amalgamato al mix del metodo o usato per pasturare le zone più marginali.

Tutte le postazioni del lago possono regalare ottime catture, ma per avere buoni risultati bisogna curare sicuramente ogni aspetto della nostra sessione di pesca.

Saper interpretare la stagione, i movimenti in acqua che possiamo vedere, variare gli inneschi fino a trovare quello che “funziona” in un determinato momento e credere nelle proprie “armi” sono la chiave per portare a casa emozioni indimenticabili e qualche bello scatto con una big del lago!

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